POSIDONIA OCEANICA

La Posidonia oceanica è una fanerogama marina, ovvero una pianta adattata alla vita marina. Si distingue dalle alghe perchè possiede tessuti specializzati, come radici, fusti (detti rizomi) e foglie, ed è in grado di produrre fiori e frutti.

Posidoneto
Foto di Frédéric Ducarme
Infiorescenza di Posidonia oceanica
Foto di Gerardgiraud
Frutto spiaggiato di Posidonia oceanica
Foto di Tigerente

Posidonia è di fondamentale importanza ecologica per il benessere dell’ambiente marino costiero, in quanto crea grandi praterie, dette “posidonieti”, che forniscono habitat a numerose specie animali e vegetali, promuovendo così la biodiversità marina. Inoltre, essendo un organismo fotosintetico, produce ossigeno e consuma anidride carbonica (CO2), contribuendo a mitigare il fenomeno dell’acidificazione degli oceani e a mantenere una qualità elevata delle acque costiere. Laddove presente, Posidonia costituisce anche una barriera naturale contro le correnti marine ed il moto ondoso, contribuendo a contrastare il fenomeno dell’erosione costiera.

Le praterie di Posidonia del Mediterraneo sono in attuale stato di deterioramento a causa dell’inquinamento e di attività umane come la cementificazione costiera, la pesca a strascico illegale ed il turismo di massa. I tassi di crescita di Posidonia sono purtroppo estremamente lenti, quindi ogni danno inflitto ad una prateria risulta praticamente irreversibile in un arco di tempo “a misura d’uomo”. Per proteggere la Posidonia occorre fare pressione sulle istituzioni affinchè le attività umane in corrispondenza delle praterie vengano regolamentate in maniera più severa.

Lungo le nostre spiagge, è comune ritrovare resti spiaggiati di Posidonia come foglie e frammenti di rizomi. Le foglie sono abbondanti soprattutto in autunno, la stagione in cui Posidonia perde le foglie vecchie e inizia a produrre quelle nuove. Talvolta si possono ritrovare anche infiorescenze e frutti spiaggiati. I fiori vengono prodotti in autunno e possono venire staccati dalla pianta e depositati sulla spiaggia in seguito ad una mareggiata. I frutti invece vengono rilasciati in primavera, sono galleggianti e possono rimanere spiaggiati a seconda delle correnti superficiali e del moto ondoso.

Monitorando la presenza di resti spiaggiati di Posidonia lungo le coste italiane, i Guardiani della Costa contribuiscono a creare una mappatura delle praterie nelle acque costiere che circondano l’Italia.

Talvolta la quantità di foglie spiaggiate di Posidonia può essere tale da formare degli ammassi molto cospicui, chiamati anche “banquettes”, che ricoprono interamente la zona della spiaggia più vicina al bagnasciuga. Sebbene questi ammassi possano rappresentare un ingombro fastidioso per i bagnanti che intendono usufruire della spiaggia, essi non
dovrebbero essere rimossi, in quanto svolgono un ruolo molto importante nella protezione delle spiagge dall’erosione costiera.

Resti spiaggiati di Posidionia
Foto di Etrusko25
Rizoma spiaggiato di Posidonia
Foto di Tigerente
Grandi quantità di Posidonia spiaggiata, vengono detti anche “banquettes” e svolgono un ruolo molto importante nella protezione delle spiagge dall’erosione costiera
Foto di Gerardgiraud
Frammenti misti di Posidonia spiaggiati
Foto di MurielBendel
Dettaglio di foglie di Posidonia spiaggiate
Foto di Hodnett

EGAGROPILE

Egagropile
Foto di Kebert

Gli egagropili sono “reperti” di origine vegetale che si ritrovano spesso sulle nostre spiagge. Sono delle palline fatte di fibra vegetale aggrovigliata di colore marrone chiaro e dall’aspetto simile al feltro. La fibra che le compone proviene dalle foglie e dai rizomi di Posidonia oceanica che si staccano dalla pianta e vengono disgregati dall’azione delle onde e delle correnti. Rotolando avanti e indietro sul fondale in prossimità della costa, queste fibre si aggrovigliano e formano queste curiose strutture di forma arrotondata.