Inquinamento: uso del mare e della costa

Le conseguenze della continua pressione esercitata dall’uomo sul mare sono ben note: inquinamenti di tutti i tipi, cementificazione delle coste, degradazione dei fondali e delle spiagge, diminuzione delle risorse ittiche. Sono questi gli aspetti più evidenti di situazioni locali che si rilevano soprattutto in regioni fortemente industrializzate e antropizzate.

Una riduzione della qualità delle acque marine è riconducibile agli apporti provenienti dalle attività umane che si svolgono a terra, attraverso le acque reflue domestiche, urbane e industriali, le acque derivanti da attività agricole, oppure attraverso le emissioni atmosferiche. Altre forme d’inquinamento derivano dalle attività che si svolgono in mare aperto quali il traffico marittimo, le attività di estrazione (es. gas e petrolio), gli sversamenti accidentali di sostanze (idrocarburi o sostanze tossico-nocive) oppure quelle che derivano da rifiuti, quali manufatti o materiali solidi a lenta degradazione, che vengono abbandonati o trascinati nell’ambiente marino (come la plastica).

Inoltre, nell’ultimo secolo l’attività di pesca artigianale si è rapidamente trasformata in un’attività industriale, con importanti conseguenze sulla conservazione degli stock ittici commerciali. Senza considerare che anche le alterazioni della costa determinate dalla realizzazione di un crescente numero di infrastrutture (porti, condotte, piattaforme offshore, opere di difesa costiera) contribuiscono all’aumento del rischio della perdita di habitat fondamentali, indispensabili per la riproduzione, il rifugio e il nutrimento delle specie animali e vegetali del Mediterraneo (praterie di posidonia).

Il progetto prevede una serie di attività per stimare e valutare la qualità ambientale delle coste italiane.

Scarichi in mare

Le attività consisteranno nella ricerca, nell’individuazione e nella segnalazione di scarichi di superficie e di scarichi a mare, naturali e artificiali, sia attraverso delle uscite di campo che tramite la ricerca di informazioni bibliografiche e di quelle ricavate dai catasti degli scarichi per il tratto di costa adottato.

Rifiuti spiaggiati

Attraverso l’esplorazione di un tratto di spiaggia si potranno censire e raccogliere i rifiuti che l’uomo abbandona sull’arenile o che il mare deposita sulla battigia. Il monitoraggio del marine litter (rifiuti spiaggiati) è compreso nel protocollo della Direttiva quadro 2008/56/CE sulla “strategia per l’ambiente marino” (successivamente recepita in Italia con il D. Lgs. n. 190 del 13/10/2010) in quanto i rifiuti marini sono uno degli 11 descrittori necessari alla valutazione del GES (good environmental status) che gli Stati membri devono raggiungere per le proprie acque marine entro il 2020.

Uso del mare per attività di pesca

Dovranno essere svolte attività di campo in forma di interviste a pescatori ed operatori della pesca professionale per registrare se lungo il tratto di costa adottato vengano normalmente svolte attività di acquacoltura e pesca professionale e con quali attrezzi: se reti da posta, o con sciabica piuttosto che circuizione o pesca a strascico.

Uso della costa da parte dell’uomo

Dai rapporti dell’ISPRA risulta che degli 8.300 km di coste italiane, più del 9% sono ormai artificiali, delimitate da opere radenti la riva (3,7%), porti (3%) e strutture parzialmente sovraimposte al litorale (2,4%). Le attività da svolgere riguarderanno la stima dei tratti costa liberi da insediamenti urbani e strutture legate ad attività economiche e produttive: gli strumenti da utilizzare sono le ricerche nel web (foto, mappe, immagini satellitari, ecc.) e applicazioni come Google Earth che mettono a disposizioni utilities di misurazione delle distanze e delle dimensioni di elementi della superficie terrestre nel tratto di costa adottato.

Attività, manifestazioni ed eventi di sensibilizzazione ambientale

L’obiettivo è quello di verificare se ad opera delle Amministrazioni Pubbliche, associazioni ed enti locali vengano promossi, organizzati e svolti eventi ed iniziative finalizzati alla crescita della sensibilità ambientale, all’attenzione verso i problemi relativi alla tutela del mare e delle sue risorse e ad azioni di prevenzione degli inquinamenti. Tramite interviste, ricerche nel web e reperimento di notizie ed informazioni dalla stampa locale, dovranno essere segnalate il numero e la tipologia di attività suscettibili di innescare comportamenti virtuosi della cittadinanza volti al miglioramento della qualità ambientale.